guido's profileIl cuore ha le sue ragio...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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February 21 Pensiero Struggente Stringimi e saziami,
avvolgi le tenebre della mia mente
e riscaldami col tuo raggio di sole,
fai rinascere il mio giorno
col calore della tua anima.
E io sono qui,
bramo il tuo desio,
ed io sono qui,
adulatore delle tue membra,
del tuo corpo armonioso
delle tue labbra prosaiche,
del tuo splendido essere.
Rincorro pensieri,
argini frenano le mie ali
che già sarebbero in volo verso il tuo nido.
Un po' ti sento mia,
pensiero di ogni sera
anche se triste è il camminare solitario.
Spezzerò le redini dell'indifferenza,
armerò l'arco con dardi infuocati
e tu sarai sole,
in questa notte d'estate... February 14 ...L'aMoRe...Eri triste stanotte sul lungosenna. Quasi piangevi. Scorre il fiume e la solitudine attanaglia l’anima. Buio di mondi alla deriva che nessuna certezza fa restare. Ti ho circondato d’amore, le mie braccia piene d’amore, le mie mani piene d’amore. Tu hai appoggiato, grato, la fronte contro la mia, nella tristezza consapevole di condivisi destini e hai lasciato che la pietà colmasse le voragini d’infinito spalancate dinanzi a noi, perdute, sacre immagini divinità mortali.
Quali strane suggestioni mi ha richiamato alla mente questa poesia?? Molte, irrazionali, incomprensibili e assurde, solo a tratti chiare ma tuttavia un’immagine che sovrasta tutte le altre occupando per un'infinito secondo tutti i meandri della mente e dei ricordi, un'immagine così chiara e netta da non poter essere dimenticata. Un uomo e una donna, due anime distinte che forse però non sono esseri se, vicini in un abbraccio che dura pochi attimi ma vicini per sempre e per sempre insicindibili..
La poesia da sempre ha colto l’aspetto più irrazionale dell’Amore, non esistono principi primi o canoni da seguire quando si parla d'Amore,come scrive Baudelaire abbiamo anche il diritto di contraddirci, riferendosi probabilmente ai poeti e perchè no all'idea d'Amore che tanto decantano.
Non sono stati solo i poeti a scrivere d'amore, ma anche i filosofi, e non è un tema certamente di nuova invenzione già in Platone ritroviamo il tema tanto dolce quanto rude dell'Amore. Platone che dedica un'intero scritto all'Amore riesce a toccare tutti gli aspetti che esso incarna.
Platone, nel suo famoso “Simposio”, riflette attraverso i commensali sull'Amore, fino ad affermare che l'Amore è uno dei bisogni fondamentali di ogni uomo. ALcuni critici però hanno detto, riferendosi al Simposio, che i commensali hanno dovuto ubriacarsi per parlare dell'amore, altri invece hanno sottolineato che non tutti i commensali nel Simposio si ubriacarono, ma ne restarono alcuni che bvvero moderatamente per poter mantenere viva la conversazione. Dunque non è necessario perdere il controllo delle funzioni razionali e calcolatrici, e non ci sarà bisogno di amici che recuperino il nostro senno sulla luna come accadde per Orlando, che però non era ubriaco ma fuorioso perchè innamorato.
Continuando a prendere in considerazione il Simposio, il mito forse più affascinante che il filosofo tratta è il "mito degli androgini", narrato da Aristofane, ovvero il mito di quegli essere completi, la cui vera natura era doppia ma anche una, che però furono divisi dagli dei per punirli della loo felicità. Narrando questo mito tanto affascinante quanto complesso Platone tenta i spiegare e di giustificare quel bisogno non reprimibile che ogni uomo sente almeno una volta nella propria vita, di stare con un altro, il quale viene riconosciuto e accettato come parte integrante di se stessi, e viene così a formarsi un rapporto basato su quel senso di appartenenza reciproca; questo bisogno è identificabile con una similitudine che identifica l'amato con l'antica metà da cui l'uomo era stato separato dagli dei, che ci completa e quasi ci rende perfetti; è talmente forte questo desiderio di ricongiungersi e di ritrovarsi che: "congiungersi cioè di fondersi …per formare di due un essere solo…: tale era l’antica nostra natura, e noi eravamo tutti intieri: a questa brama di interezza, al proseguirla, diamo il nome di Amore” (dal “Simposio”).
Diversa invece è la narrazione del Socrate platonico che narra il mito della nascita di Eros.
Eros è un demone nato da Pòros e Penì, ovvero della ricchezza e della povertà, dell'intraprendenza e dell'indigenza; non ha la bellezza ma la brama, non ha la sapienza ma la desidera, non ha la perfezione ma tende ad essa in eterno. E' un essere non definito, a metà fra mortale ed immortale, che, spinto dal desiderio della bellezza si innamora di tutto ciò che appare migliore, di tutto quanto è giusto e bene, quindi si trova ad essere attratto fortemente dalla conoscenza e dalla sapienza. Amore e razionalità non si contrappongono, non sono in netto contrasto fra loro, così Eros acquisisce il ruolo di filosofo.
Nel Fedro invece Platone parla di quelle emozioni incontrollate che prendono l'uomo che è innamorato della bellezza, capace di provare turbamenti e dolori se si allontana da colui o colei che secondo lui incarna tale perfezione: è una specie di martirio continuo che gli uomini chiamano AMORE.
E' impossibile, parlando d'amore, non citare Freud che argomenta e giustifica in maniera diametralmente opposta all'idealista suggestivo ma antico e troppo platonico l'amore; infatti considera l'amore una pulsione trasformata dalla civiltà. La vita amorosa dell'individuo risente inevitabilmente della forza d'appartenenza nella società civile; infatti pulsioni della libido vengono in gran parte sublimate e rpresse, affinche gli uomini e le donne abbiano un comportamento socialmente ammissibile. La conseguenza a tutto questo è la diminuizione del piacere, e l'unico modo per accrescere la libido è porre un ostacolo.
Indi sorge spontaea una domanda, vince ciò che noi riteniamo proibito o ciò che ci sfugge??
Da qui nacono qundi una serie di interrogativi molto interessanti, ad esempio: Giulietta e Romeo si sarebbero amati cosi tanto da morire l'una per l'altro se il loro amore non fosse stato contrastato dalle diatribe familiari?? E Paolo e Francesca, se non fossero stati cognati, e quindi se il loro rapporto non fosse stato tanto rischioso, avrebbero mai ceduto al turbine della passione??
E' trise, o semplicemente strano sentirlo dire ma molto probabilemente se non ci fosse l'impedimento non ci sarebbe neanche l'innamoramento.
Uno dei testi che trovo maggiormenteinteressante per quanto riguarda l'esperienza amorosa del XX secolo è sicuramente il test scritto da Roland Barthes, ovvero "Frammenti di un discorso amoroso". Egli considera l'amore come una relazione fra opposti stati d'anio molto spesso completamenti soggettivi. L'innaorato vive nel tentativo della ricerca dell'altro per cercare di ristabilire un equilibro interno molto difficile da realizzarsi nell'esperienza d'amore. In realtà dice che: “il soggetto giunge ad annullare l’oggetto amato sotto il volume dell’amore stesso: con una perversione propriamente amorosa, il soggetto ama l’amore, non l’oggetto”.
Ma aggiunge, fortunatamente, che non sempre è così se non nell'amre impossibilitato, come nel caso del giovane Werther, protagonista dell'opera famosa di Goethe, prima innamorato e poi suicida per l'amore di Carlotta: Brathes ricorre al celebre romanzo di Goethe per spiegare che l'amore è un continuo susseguirsi di stati d'animo soggettivi e costrastanti ed è una delle manifestazioni del conflitto fra essere per sè ed essere per l'altro.
Vengono così riportate tutte le emozioni, le paure, angosce, contraddizioni, appagamenti, ache se solo momentanei, desideri che spesso restano insoddisfatti nell'indivuo follemente innamorato. L'attenzione è rivolta principalmente al vissuto personale i ognuno di no, sulle senszioni che spess non portano a niente, ma nelle quali ognuno di noi si trova invischiato e intrappolato, tanto da non poterne o forse non volerne più uscire.
Ma è davvero necessario per amare soffrire, sentirsi insicuri e angosciai, e sopratutto provare quel dilaniante timore d esser abbandonati e di ritrovarsi soli in questo mondo assurdo??
Perchè in amor non possiamo far valere la meritocrazia e vince in realtà ciòche in qualche modo sfugge, o più spesso è proibito dalle circostanze o da altri o dall'amato stesso?
Altri poeti hanno invece dato un ulteriore visione dell'amore, l'amore che diventa quasi un delitto, ua colpa; prendiamo in considerazione Baudelaire che dice «Ciò che c'è di pericoloso nell'amore è il fatto che è delitto nel quale non si può fare a meno di un complice.» Forse è vero è una colpa amare, è una colpa perchè ci si impone un ostacolo, ci si impone quasi di non poter raggiungere quella felicità che magri l'amore potrebbe darci. L'amore per lui significa anche gusto per la vita, fascino della bellezza, sogno di un altrove dove l'esistenza possa trascorrere serena e carica di promesse. In effetti è vero in amore c'è sempre uno dei due che ama di più, o se non ama di più lo fa soltanto più intensamente dell'altro. Così si crea quella situazione di continuo struggersi per l'altro, di continua ricerca di un gesto o di una parola da parte dell'altro che dia vigore a quel sentimento che noi proviamo. Non è forse un continuo chiedersi se si è all'altezza??E spesso non è anche un continuo, incessante interrogarsi sui propri pensieri e le proprie aspettative? Ma è anche vero che amore riesce ad ispirarci i migliori sentimenti, e molto spesso ci ispira cose che senza di esso non avremmo mai potuto provare, emozioni e sensazioni, luci e colori che non si conoscerebbero. Per amore si fanno pazzie, si superano muri che altrimenti sarebbero insormontabili, si creano cose che altrimenti non avrebbero motivo d'esistere. L'amore ispira anche quel bisogno fisico che si sente dell'altra perona ci permette di completarci con essa non solo con la mente ma anche con il corpo, facendoci arrivare a quello che tutti definiscono orgasmo. Ma fare l'amore non è solo raggiungere l'orgasmo, non è solo quel momento che dura poco più di un minuto, fare l'amore è qualcosa che va oltre la concezione normale del rapporto fra uomo e donna, fare l'amore vuol dire trovare un punto di incontro fra due anime che altrimenti resterebbero sconosciute fra loro per quanto possano avvicinarsi anche solo con un bacio.
Tutto questo è amore, non è possibile limitarci ad una lunga elencazione di dati per comprenderlo o per descriverlo, non è possibile descriverlo in maniera universale ed uguale per tutti, ognuno di noi formula e matura la propria concezione dell'amore derivata dalle esperienze accumulate. Per me l'amore è un grande succedersi di emozioni contrstanti come dice Barthes, e come pensa anche Catullo, l'odi et amo catulliano è forse la migliore rappresentazione dell'amore che mai sia stata scritta, è un continuo struggersi per qualcuno, ma quando quel qualcuno rivolge anche solo per un momento lo sguardo a noi il tempo sembra fermarsi per un istante, quello sguardo sembra impenetrabile e quel momento eterno e così viviamo per un momento la nostra apoteosi d'amor, nulla si sente da fuori, tutto ribomba dentro, non ci sono parole, ma solo sospiri.... to be continued
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio T'amo come la pianta che non fiorisce e reca T'amo senza sapere come, né quando, né da dove, che così, in questo modo in cui non sono e non sei, February 12 _-°per tutti coloro che amano il latino°-_« Pedicabo ego uos et irrumabo, Aureli pathice et cinaede Furi, qui me ex uersiculis meis putastis, quod sunt molliculi, parum pudicum. nam castum esse decet pium poetam ipsum, uersiculos nihil necesse est; qui tum denique habent salem ac leporem, si sunt molliculi ac parum pudici, et quod pruriat incitare possunt, non dico pueris, sed his pilosis qui duros nequeunt mouere lumbos uos, quod milia multa basiorum legistis, male me marem putatisih pedicabo ego uos et irrumabo » |
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